Cento anni di Arnaldo Pomodoro: Milano gli dedica una grande retrospettiva
Dalle prime superfici incise alla «Ruota» ispirata ai calendari aztechi, con opere della Fondazione e di Intesa Sanpaolo
Il Grande Disco di piazza Meda, la Sfera della Cattolica: la città che porta il segno dello scultore ripercorre sessant'anni di ricerca.
Milano celebra i cento anni dalla nascita di Arnaldo Pomodoro, nato a Morciano di Romagna nel 1926. È la città dove la sua scultura ha lasciato i segni più evidenti: il Grande Disco in piazza Meda, la Sfera nel cortile dell’Università Cattolica, opere negli interni di ville del centro e il portale con la Passio per la chiesa di Santa Barbara a San Donato Milanese.
Un percorso per decenni
La mostra ripercorre oltre sessant’anni di sperimentazione con opere della Fondazione Arnaldo Pomodoro e di Intesa Sanpaolo. Si entra con «Ouverture», grande installazione con al centro una piattaforma in fiberglass che riproduce alcuni dei suoi solidi più famosi. Poi, decennio dopo decennio, i primi bassorilievi della metà degli anni Cinquanta, quando comincia l’indagine sul segno, e le opere a tutto tondo come «La Ruota», nata dai calendari aztechi visti durante un viaggio in Messico.
Oltre la superficie
Sono lavori che rompono il piano, sulla scia dell’avvicinamento dell’artista all’Arte nucleare e allo Spazialismo. Il gesso, secondo la lettura della mostra, gli serviva ad annullare il tempo della materia e a dare ai volumi un’essenzialità ideale.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Fondazione Arnaldo Pomodoro
- Intesa Sanpaolo
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