Arte, la Generazione Z spende il doppio: 347mila dollari a testa nel 2025
Il rapporto Art Basel-Ubs curato da Clare McAndrew su 3.100 collezionisti milionari in dieci mercati
I giovani ricchi comprano più dei genitori, si documentano di più e mostrano meno le loro collezioni. Lo status passa da rarità e provenienza, non dal prezzo.
Nel mercato dell’arte i più giovani sono diventati i clienti più generosi. Secondo il rapporto di Art Basel e Ubs, curato da Clare McAndrew di Arts Economics, i collezionisti della Generazione Z hanno speso in media circa 347.460 dollari nel 2025, più del doppio delle generazioni precedenti e il 19% in più del 2024. La tendenza prosegue nel 2026.
Chi è stato intervistato
L’indagine ha coinvolto 3.100 collezionisti con un patrimonio finanziario familiare oltre il milione di dollari, nella prima metà del 2026, in dieci mercati: Stati Uniti, Regno Unito, Cina continentale, Hong Kong, Francia, Australia, Germania, Giappone, Brasile e Singapore. Un campione, quindi, limitato ai più ricchi.
Pubblicità
Come comprano
Il 72% dei giovani si informa e studia prima dell’acquisto, dieci punti in più rispetto al 2025. Hanno uno sguardo largo sui «collezionabili» e sono più riservati nel mostrare ciò che possiedono.
Rarità più che prezzo
Per McAndrew molti acquisti non nascono dal desiderio di ostentare, ma da quello di entrare in cerchie ristrette, dove lo status dipende da rarità, provenienza, originalità e scoperta. Limitare l’accesso non toglie alla collezione la capacità di comunicare: l’esclusività fa parte del messaggio. Sullo sfondo, il grande passaggio delle collezioni dai vecchi collezionisti agli eredi.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Art Basel
- Ubs
- Arts Economics
Pubblicità







