Le fabbriche di Basilico entrano nell’Archivio civico: Milano acquista 70 stampe
«Ritratti di fabbriche», realizzato tra il 1978 e il 1980, fu il primo censimento fotografico dell'industria milanese
Bianco e nero, facciate frontali, nessuna persona: la serie che rivelò Gabriele Basilico diventa patrimonio pubblico della sua città.
Milano ha acquistato 70 stampe di Gabriele Basilico dalla serie «Ritratti di fabbriche», che entrano così nell’Archivio civico. Nato in città nel 1944 e morto nel 2013, Basilico è considerato tra i maggiori fotografi del Novecento; nel 2023 Milano gli aveva dedicato «Le mie città», 500 immagini tra Palazzo Reale e la Triennale.
Un censimento in bianco e nero
La serie nasce tra il 1978 e il 1980, quando le fabbriche della periferia cambiavano funzione o chiudevano. Basilico fotografa le architetture industriali di zone come via Ripamonti e via Ortles con inquadrature frontali, luce limpida e nessuna figura umana. Commissionato dall’Istituto nazionale di urbanistica, fu il primo catalogo sistematico dell’industria milanese: diventò un libro per SugarCo nel 1981 e una mostra al Padiglione d’arte contemporanea nel 1983.
La luce di Pasqua
L’autore raccontò l’origine del progetto nella «magica sospensione luminosa della Pasqua 1978»: le facciate nitide contro un cielo inaspettatamente blu, una città senza auto, senza gente, senza rumore. Da quel momento capì di avere un metodo per guardare con chiarezza ciò che di solito si vede in modo confuso. Dopo sarebbero venuti gli edifici modernisti, la Milano di notte e quella in trasformazione dei primi anni Duemila.







