Meloni contro l’intesa Trump-Putin sul gasolio: «Una scelta molto rischiosa»
Alla vigilia del Consiglio europeo la premier prende le distanze da Washington. Mosca replica: «Non sono affari suoi»
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Parlando alla Camera prima del vertice di Bruxelles, Giorgia Meloni ha criticato l'accordo con cui gli Stati Uniti torneranno a comprare diesel russo: secondo la premier legittima Mosca e indebolisce le sanzioni.
Per una volta la presidente del Consiglio ha scelto di dire apertamente che non è d’accordo con la Casa Bianca. Intervenendo in Parlamento il 14 ottobre, in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, Giorgia Meloni ha definito «una scelta molto rischiosa» l’intesa annunciata da Donald Trump con Vladimir Putin sulle forniture di gasolio russo.
Cosa prevede l’accordo
Trump aveva comunicato il 9 ottobre di voler tornare a importare diesel dalla Russia fino alla primavera del 2027. Secondo le ricostruzioni di stampa, le prime 300mila tonnellate arriverebbero subito, con consegne successive fino a tre milioni di tonnellate; non sono stati resi noti i dettagli su pagamenti ed eventuali contropartite.
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Le obiezioni della premier
Meloni ha spiegato che l’intesa rischia di offrire una «legittimazione» a Mosca mentre le città ucraine continuano a essere bombardate, e di indebolire la leva delle sanzioni. Ha aggiunto che il rincaro dei carburanti dipende soprattutto dalla crisi con l’Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz, più che dalla guerra in Ucraina. Ha chiesto inoltre che Francia, Germania e Regno Unito, se trattano per conto dell’Europa, lo facciano con un mandato di tutti i Ventisette.
Le reazioni
Da Mosca la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha risposto che la questione «non sono affari suoi». Volodymyr Zelensky ha invece ringraziato la premier sui social. Nella maggioranza le posizioni restano diverse: Matteo Salvini ha criticato gli aiuti a Kiev e ricordato che anche altri Paesi europei comprano energia russa.
Cosa sappiamo
- Trump ha annunciato l'intesa il 9 ottobre, con forniture fino alla primavera 2027.
- Meloni l'ha definita «una scelta molto rischiosa».
- Mosca ha risposto con la portavoce Zakharova.
Cosa non sappiamo
- Le condizioni economiche dell'accordo non sono state rese pubbliche.
Cosa succede ora
Il tema è sul tavolo del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre a Bruxelles.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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