Pinocchio in scena con la Scuola Elementare del Teatro: tre anni di fotografie diventano un libro
Renato Esposito ha seguito per Cue Press il lavoro di Davide Iodice con giovani attori neurodivergenti e con disabilità
Prove, laboratori e debutti di uno spettacolo che si chiede «che cos'è una persona?»: il volume fotografico di Renato Esposito racconta il «Pinocchio» di Davide Iodice.
Un teatro finisce quando cala il sipario; una fotografia invece trattiene un attimo e lo consegna al futuro. Su questa differenza è costruito il libro di Renato Esposito, pubblicato da Cue Press, che documenta tre anni di lavoro di Davide Iodice con la Scuola Elementare del Teatro.
La scuola e lo spettacolo
Il progetto di Iodice unisce da anni pratica teatrale e percorso educativo. Il suo «Pinocchio» coinvolge ragazzi e giovani con neurodiversità e disabilità, e trova nel burattino di Collodi la figura ideale: un pezzo di legno che vuole diventare persona. Da qui la domanda che accompagna lo spettacolo: «Che cos’è una persona?».
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Il metodo del fotografo
Dal 2022 Esposito ha seguito laboratori, prove e allestimento, puntando l’obiettivo sui rapporti tra il regista e gli interpreti e sulla vita della compagnia. Nelle sue immagini i corpi si avvicinano e occupano lo spazio; il fondo scuro li isola, mentre costumi e luci ne accendono i colori. Nasi lunghi, maschere e oggetti dichiarano la finzione, eppure dietro il personaggio resta sempre visibile la persona.
La disabilità non è mai il soggetto: il fotografo guarda alla presenza scenica degli attori, e la differenza smette di essere un’eccezione da esibire. Il libro è anche il risultato di una selezione severa, perché tre anni di scatti hanno prodotto un archivio molto più ampio. Ciò che resta, sulla pagina, è un gesto, una luce, la distanza tra due persone.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Cue Press
- Scuola Elementare del Teatro
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