233 litri al giorno a testa: gli sprechi d’acqua che non vediamo e come ridurli
I consigli dell'Enea: aeratori, soffioni a basso flusso, doppio scarico, lavatrici a pieno carico. E il paradosso dei contenitori sciacquati per il riciclo
Un rubinetto che gocciola o una cassetta del WC che perde possono sprecare acqua per settimane. Basta un controllo di pochi minuti.
Nei comuni capoluogo italiani entrano in casa in media 233 litri di acqua potabile per abitante al giorno, secondo l’Istat (dati 2024). Gran parte di quell’acqua scorre per distrazione: il rubinetto aperto al massimo per lavarsi le mani, l’attesa dell’acqua calda, lo scarico usato sempre allo stesso modo, la lavatrice avviata mezza vuota.
Rubinetti e docce
L’Enea suggerisce i rompigetto aerati: costano poco, mescolano aria al flusso e danno lo stesso getto con meno acqua, senza cambiare abitudini. Per la doccia, prima di imporsi tempi cortissimi, conviene scegliere un soffione a portata ridotta: con l’acqua calda si risparmia anche l’energia per scaldarla.
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Le perdite silenziose
Un rubinetto che gocciola non sembra un’emergenza, ma perde giorno e notte. L’Enea mette la manutenzione dell’impianto al primo posto. Attenzione anche alla cassetta del WC: se qualche minuto dopo lo scarico l’acqua nella tazza continua a muoversi, va controllata.
Scarico e pieno carico
Molte cassette hanno già il doppio pulsante: basta usarlo. Lavatrice e lavastoviglie vanno avviate a pieno carico, senza superare i limiti del produttore; spesso è solo questione di rimandare di qualche ora. Inutile anche prelavare a mano i piatti: di solito basta togliere i residui. E sciacquare a lungo i contenitori da buttare nel riciclo è un paradosso: litri d’acqua per un oggetto che finirà nel bidone.







